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martedì 4 agosto 2015

7 Miliardi di Diete " La storia d'Enrica"

Il libro  " 7 Miliardi di Diete"  è tratto dalla conferenza organizzata da 
" Sapore del Sapere" del 10 ottobre 2008.




Il titolo del mia relazione er
 "Determinazione bioenergetica della situazione nutrizionale personale"

".....Quando terminai la conferenza, dove per la prima volta avevo spiegato il mio nuovo metodo NGG per arrivare ad una dieta personalizzata, le critiche e lo scetticismo dimostrato da un relatore dopo di me, mi fecero pensare che il programma non fosse attuabile, troppo complesso e costoso..." 

 NutriGenomaGenealogia:

Razza ed etnia
Nazionalità e regionalità
Fattori ambientali, climatici e stile di vita
Gestazione  e svezzamento
Imprinting e disbiosi intestinale
Prevenzione, patologie recenti, croniche e familiari
Analisi biochimiche,Test genomici (DNA).
Gruppo Sanguigno AB0
Costituzione, diatesi
Allergie, intolleranze e cross reattività
Rilevazione dei sovraccarichi nutrizionali
Deficit nutrizionale
Analisi Tessutale Minerale del capello
Equilibrio acido/base
Epigenetica, Nutraceutica, Nutrigenomica



".......Un giorno di aprile del 2009 si presenta in studio una signora.
Il suo nome è Enrica R. B.
Era affetta da osteoporosi grave e voleva un consiglio sul Calcio e il ruolo del latte e dei latticini nella dieta. 

Grazie a lei, con le sue problematiche, la collaborazione e la massima fiducia, ha reso possibile la realizzazione del Metodo NGG......

.....La “Storia d’Enrica” è la dimostrazione che il “Metodo NGG” è affidabile ed attuabile, ma soprattutto può essere la base d’indicazioni preziose per il clinico che vuole affrontare la prevenzione prendendo in considerazione l’essere umano nel suo insieme, in modo olistico e non come un insieme di singoli organi.
Come Enrica, altre persone, avranno sviluppato malattie a cui non erano predisposte, altre invece avranno evitato malattie a cui erano predisposte, inconsapevolmente solo con l’alimentazione e lo stile di vita....

Un medico, L. B., dopo aver letto la bozza di questo libro tramite i miei amici Patrizia e Luciano mi ha detto :

“…Il tuo libro è interessante perché parla del futuro dell’uomo,

della possibilità di guarire o meglio ancora,

di non ammalarsi …..”


7 Miliardi di Diete è stato pubblicato negli Stati Uniti d'America, Canada e Gran Bretagna
E' stato tradotto in Portoghese, Spagnolo, Russo e Cinese 



 

lunedì 13 ottobre 2014

Intolleranza al lattosio, epigenetica, memoria inconscia.

L'intolleranza o mal digestione al lattosio è l'intolleranza più diffusa.
La maggior parte degli intolleranti vivono questa situazione come malattia, ma non sanno che chi è intollerante al latte è "normale", sono i "tolleranti" al latte gli anormali.
La modificazione delle abitudini alimentari ha fatto si che le persone che non digeriscono il latte, vengano considerate malate e le persone tolleranti siano sane.
Il latte è un alimento che non dovrebbe essere assunto dopo lo svezzamento.
Tutti i mammiferi, compresa la vacca, pecora, capra non assumono più il latte, solo l'uomo ha modificato le sue abitudini, ha continuato a bere il latte e a cibarsi dei suoi derivati anche in età adulta.
Il contenuto di lattosio in 100 ml è nella donna di 7 g, nella mucca 4.6 g, nella capra 4.4 g, nella renna 2.4 g.
Il latte del leone marino, non contiene  lattosio.
Lo zucchero del latte viene digerito grazie all'enzima Lattasi - Fluorizina - Idrolasi -LPH gene che ha sede nei microvilli del piccolo intestino.
Questo enzima scinde il lattosio in galattosio e glucosio.




La durata dell’enzima lattasi è regolata dai “geni.
Il gene si può modificare naturalmente senza cambiare il codice del DNA o per effetto di processi artificiali o ambientali o nutrizionali.
Queste modifiche portano alla mutazione del gene, uno degli esempi classici è il gene agouti  che con alimenti  specifici ha cambiato il colore del pelo del topo. 
Possiamo quindi modificare il fenotipo di un individuo, modificare le sue progenie e controllare l’invecchiamento, tutto questo grazie all'epigenetica della nutrizione.
Se confrontiamo le varie popolazioni ci accorgiamo che il Vietnamita ha un deficit di lattasi del 100% , in Sud Italia abbiamo un deficit del 72% , nella popolazione austriaca 20%, sino ad arrivare ai Nord Europei al 7% .
Questi dati ci fanno capire che assumendo il latte le popolazioni diventino tolleranti.
Peter D'Adamo, nella Dieta dei Gruppi Sanguigni, riscontra che, le "lectine" presenti nel latte, sono nocive per tutti i Gruppi Sanguigni, 
Il Gruppo B, proveniente dal Himalaya, dedito alla pastorizia, alimentandosi di latte è l'unico che può assumerlo.
Con l'ingegneria della nutrizione e la biotecnologia delle fermentazioni, trasformando il latte in yogurt, kefir e formaggi, si sono create linee genetiche tolleranti con il passaggio da Lattofobia a Lattofilia grazie ai batteri Lactobacillo Acidofilo e Streptococco Termofilo.
L'intolleranza al latte quindi, non deve essere affrontata con un alimentazione d'esclusione del latte, o dei latticini e formaggi, ma deve avere un integrazione graduale di fermenti, che vanno a riattivare l'enzima bloccato, se si usano latte, latticini, e formaggi senza  lattosio, non si ha l'evoluzione epigenetica.
Oltre messaggio frequenziale bloccato che si sviluppa dopo la nascita, l'inibizione dell'enzima  può essere dovuta anche ad un emozione che risiede memoria inconscia Theta.
La memoria Theta si sviluppa tra i 2 e i 6 anni.
L'intollerante può aver associato il latte a situazioni vissute in famiglia con i genitori o con i fratelli, filmati visti alla televisione o ad alimenti che hanno provocato un intossicazione alimentare.
La mente inconscia disattiva così l'enzima preposto alla scissione e una minima associazione o rappresentazione grafica o informazione come ad esempio: "contiene  0,01  di lattosio",  può provocare i sintomi dell'intolleranza.



Per ulteriori informazioni scrivere a antonio@gruppoiga.com
Ulteriore approfondimento
Oggi l'intolleranza al lattosio si determina con il test genetico
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=216705549257&id=47398775806

Mara Sol e Antonio G. Traverso
@DrTraverso


Copyright 2014 Questo post è parte integrante del libro" La Dieta Enzimatica" è vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso degli autori.




venerdì 12 settembre 2014

La Dieta Enzimatica di Mara Sol e Antonio G.Traverso

La Dieta Enzimatica è sviluppata sulle esigenze e le problematiche individuali.
Questo tipo di alimentazione è indicata per le persone che soffrono d'intolleranze alimentari, acidità di stomaco, reflusso gastro esofageo, mal di testa, sovrappeso o prive d'energia, patologie dove gli enzimi svolgono un ruolo fondamentale.
Con questo tipo di alimentazione stimoliamo gli enzimi digestivi, che non funzionano correttamente a causa delle errate abitudini e combinazioni alimentari.
L'elaborazione del menù  non è fatta in base al gusto o alle calorie o all'indice glicemico, ma l’alimento è usato come “farmaco"





La Dieta Enzimatica ha delle regole ben precise, la  principale è quella di non usare sale ed esaltatori di sapidità  perché bloccano l'attività enzimatica ed  ha la particolarità che, i menù giornalieri, vengono elaborati con un solo alimento che dovrà avere un peso minimo di 300 g di parte edibile.
Solo in alcuni casi si può arrivare a combinazioni di più alimenti, ma sempre come unico piatto,  per stimolare gli enzimi interessati alla digestione del cibo preso in considerazione e sfruttare al massimo gli enzimi che sono contenuti naturalmente nel alimento.
Possono essere concessi degli spuntini a base di yogurt o mandorle sgusciate, limone biologico e chicchi di caffè.
I dolcificanti dovranno essere naturali del tipo Stevia o sciroppo d'Agave d'origine biologica e usati con moderazione.
A fine cena bisognerà mangiare 3 noci con  1 tazza di tè rosso (rooibos)
Bisognerà bere minimo litri 1,500 d’acqua al giorno, si può aggiungere succo di limone.
Al mattino a digiuno bere 1 – 2 bicchiere d’acqua con del succo di limone, bere 1 ora prima di pranzo e cena, non bere durante il pasto per non ridurre l'attività degli enzimi.
Masticare lentamente almeno 30 – 40 volte ogni boccone, in modo tale che il cibo, oltre ad essere sminuzzato sia predigerito dagli enzimi che sono contenuti nella saliva.
Per non alterare gli enzimi contenuti naturalmente negli alimenti si dovrebbe cucinare con un calore non superiore ai 40°, ma dato che alcuni alimenti non possono essere consumati crudi, useremo cotture veloci, cercando quando è possibile, di lasciare l'alimento ancora un poco crudo.
Sono permesse tutte le cotture tranne quella al sale.
La cotture possono essere a  fuoco lento per il pesce e pollo o sulla griglia o la pietra ollare ad alta temperatura in modo tale che si cucini solo la parte esterna della carne e la parte interna rimanga ancora un poco cruda.
La cottura al forno deve essere tipo roast beef .
La carne cruda tipo carpaccio o tartare, il pesce crudo tipo sashimi sono piatti consigliati, come tutta la cucina crudista.



La cottura del tipo "tempura giapponese" è indicata per le verdure e per il pesce che però dovrà rimanere crudo all'interno della pastella, dopo la frittura.
Per  friggere usare  un olio con  punto di fumo superiore a 180°
Le verdure possono cuocere a vapore, ma dovranno rimanere al dente.
La migliore cottura per le verdure è quella cinese che si effettua immergendo nell'acqua bollente l'alimento per 3-5 minuti  e poi viene passato velocemente in padella a fuoco moderato per essere condito.
Le minestre e le zuppe dovranno rimanere al dente.
Per cucinare usare pentole di vetro, di coccio, wok e pietra ollare, griglia con acqua o verticale tipo kebab, evitare la cottura alla brace.
La frutta e verdura dovrà essere fresca possibilmente biologica e non ossidata (di colore scuro o con muffe).
La frutta verrà consumata solo al mattino e mai a fine pasto, solo l'avocado è consigliato a cena.
I centrifugati di  frutta e verdure, sono la miglior fonte d'enzimi, dovranno essere fatti e consumati al momento.
Come condimenti usare olio d’oliva extra vergine, rosmarino, peperoncino, salvia, erba cipollina, origano, basilico, ginepro, chiodi di garofano, aglio, alloro, timo, curcuma, curry, zenzero, sesamo non salato.
Sono vietati cannella, pepe nero e bianco, semi di finocchio.
Si può usare miso, tamari o shoyu, solamente d'origine biologica, per insaporire i cibi in quantità moderata.
I preparati di rosticceria, i preparati surgelati, liofilizzati, sostitutivi dei pasti e tutti i cibi con conservanti, coloranti, dovranno essere evitati almeno per il periodo della Dieta Enzimatica.
I migliori orari di assunzione dei cibi sono:
colazione       07.00 - 08.30
pranzo          12.00 - 13.30  
cena             19.00 - 20.30.
Se si svolge un attività lavorativa con turni notturni, verrà formulata un’alimentazione adeguata agli orari.
Gli alimenti non graditi, possono essere sostituiti, ma queste sostituzioni possono cambiare radicalmente il menù della giornata.
Evitare di fare attività fisica, dopo le ore 15.00 se seguite la Dieta Enzimatica per dimagrire.

La dieta personale viene inviata settimanalmente via e mail, per ulteriori informazioni e costo scrivere a antonio@gruppoiga.com

Mara Sol e Antonio G. Traverso
@DrTraverso


Copyright 2014 Questo post è parte integrante del libro" La Dieta Enzimatica" è vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso degli autori.


giovedì 4 settembre 2014

Frequenze e credenze.

Vi siete mai chiesti perché, dopo aver effettuato un test per le intolleranze alimentari, non avete avuto alcun beneficio ed avete ancora gli stessi sintomi?
Avete effettuato il periodo di depurazione, vi siete astenuti dal consumare i cibi a cui siete risultati intolleranti avete seguito diligentemente le indicazioni dei medici o dei nutrizionisti, ristabilito la flora batterica, ma, se mangiate alimenti con lieviti o latte, vi sentite gonfi, avete ancora  mal di testa e sul vostro viso compaiono foruncoli.
La risposta è semplice l'intolleranza non è stata debellata, gli enzimi non sono stati riattivati ed allora cosa fare?
Bisogna arrivare alla causa del problema, capire le modalità che bloccano e disattivano l'enzima.
Nel blog  "Enzimi, frequenze, intolleranze e sovraccarichi alimentari", è descritto come il nostro corpo, se non ha una frequenza compatibile con un determinato cibo, non attiva l'enzima e di conseguenza, possiamo avere disturbi riconducibili all'intolleranza e al sovraccarico alimentare.
Il segnale per attivare l'enzima può essere bloccato da più fattori, alcuni sono stati descritti nel libro    "7 Miliardi di Diete"  (pag. 75 - 88) .
Le frequenze emesse dai suoni, immagini, profumi, sapori, vengono inviate al nostro cervello che le pone in memoria per poi essere rielaborate al momento del bisogno.
Il nostro corpo incorpora così messaggi dall'ambiente, dalle persone, dal cibo
Tutti gli esseri viventi comunicano con frequenze tanto che, un'onda di luce, può attivare o disattivare una proteina.







Molte delle situazioni che noi viviamo ci portano così a creare una memoria di "credenze" che possono essere la causa di blocchi a situazioni, cibi, persone e ci creano disagi.
L'origine del blocco può essere del tipo traumatico: scene violente viste alla televisione, mentre mangiamo o un blocco di tipo biochimico come consumare nuovamente un alimento che anni prima ci aveva creato disturbo per la sua la tossicità.
Le emozioni sono capaci di modificare la biochimica del nostro cervello e se l'evento traumatico è associato ad un alimento o ad una situazione, non vene eliminato, cristallizza in molecole biochimiche nel cervello* che andranno a lavorare sulle catene dei neurotrasmettitori che connettono gli organi centrali e periferici, inducendo così allo stato di malessere.
La mancanza di una corretta informazione fa si che il nostro enzima non si attivi provocando squilibri non solo nutrizionali, ma a tutti gli enzimi indispensabili alla vita.
Il corpo sviluppa  una conoscenza a livello energetico, fisico, informativo e conoscitivo.
Considerando la persona in termini olistici, se uno di questi quattro livelli è bloccato, per ritornare al benessere psicofisico, questo deve essere bilanciato.
Dobbiamo quindi lavorare a livello informativo, strutturale, energetico e biochimico.
La mente può anche bloccare il segnale con il pensiero o con credenze che ci sono state trasmesse da piccoli oltre a quelle che abbiamo elaborato nel corso della nostra vita.
Per ristabilire l'equilibrio possiamo operare in vari modi usando prodotti di omeopatia o di medicina quantica, prodotti vibrazionali, yoga, meditazione, ipnosi regressiva,channeling, agopuntura e la tecnica Theta, agendo a livello di storico, genetico e di vite precedenti sino ad arrivare a mutare i geni del DNA (Epigenetica).


Il nostro cervello ha 4 tipi di frequenze:che sviluppa dalla nascita in poi.
Le Delta sono le prime quelle della nascita, le Theta dai 2 ai 6 anni, le Alfa dai 6 ai 12 anni e le Beta  vengono sviluppate dopo i 12 anni.
Le frequenze Gamma sono quelle della meditazione profonda.
E' nell'età compresa tra i due e i sei anni che i bambini hanno la conoscenza del mondo e fanno le loro esperienze.
Queste possono essere positive o negative e possono essere un ricordo inconscio per tutta la vita.
I ricordi dei bambini vengono immagazzinati con frequenze Theta che sono basse frequenze, quelle che il nostro cervello emette nel pre inconscio, 5 - 8 Hertz  stadi 1- 2 del sonno NRem.
Dal secondo al sesto anno i bambini, durante lo svezzamento, hanno la conoscenza dei cibi, le prime esperienze con sapori ed odori diversi.
In questa fase della vita che si possono attivare la maggior parte dei blocchi che possono dare origine ad intolleranze e sovraccarichi alimentari..
Usando la tecnica Theta, con il supporto dei rimedi quantici, possiamo disattivare e rimuovere il blocco emozionale che determina lo stato di malessere.
Il Metodo Theta ha però la limitazione che l'operatore deve arrivare, tramite la conoscenza e la sua abilità, al blocco.
Questa operazione molte volte è difficile perché è la persona stessa che si sottopone alla seduta blocca inconsciamente, a sua volta, l'operato del professionista.
Per ovviare a ciò è possibile effettuare il Test Frequencia Terapeutica Natural Quantica, questo test si basa sui principi della fisica quantistica, si avvale di processi di analisi non lineare per arrivare in brevissimo tempo a interpretare la realtà, la diagnosi è ripetibile.
Ecco così aggirato il blocco dell'inconscio personale e l'operatore Theta ridurrà i tempi e potrà lavorare tranquillamente.

*
Dr Candace B. Pert
Dipartimento di fisiologia e Biofisica Facoltà di Medicina Georgetown University Washington 


Per ulteriori informazioni scrivere a antonio@gruppoiga.com

Mara Sol e Antonio G. Traverso
@DrTraverso


Copyright 2014 Questo post è parte integrante del libro" La Dieta Enzimatica" è vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso degli autori.












giovedì 21 novembre 2013

Enzimi, frequenze, intolleranze e sovraccarichi alimentari.

Il "Fattore Comune" che crea le intolleranze alimentari è il mancato  funzionamento dell'enzima che catalizza la reazione dell'alimento in questione.
L'enzima  è una proteina indispensabile per la vita, è un acceleratore delle reazioni biologiche, specifico per quella reazione e senza di questo, le reazioni, impiegherebbero anni a concludersi.
Gli enzimi hanno la particolarità di rimanere immutati alla fine della reazione, non si consumano, non vengono distrutti, tutt'al più si addormentano, diventano quiescenti.



Se ad esempio, prendiamo il latte, alimento che non dovrebbe essere più assunto dopo lo svezzamento, abbiamo che "l'enzima lattasi" scinde il lattosio e fa si che questo venga assorbito dai villi intestinali.
In alcune persone questo enzima funziona anche dopo lo svezzamento, in altre no.
Se ciò non avviene, il lattosio rimane nel lume intestinale dando luogo a fermentazioni e richiamando acqua che provoca dissenteria, mentre galattosio e glucosio, sono assorbiti.
Dal latte vaccino abbiamo molti sotto prodotti quali  latticini, formaggi stagionati, yogurt con un rapporto di concentrazione di lattosio differente.
Alcune persone riescono a bere latte vaccino di una determinata marca, ma hanno sintomi riconducibili all'intolleranza se assumono latte vaccino di un altra azienda.
Ci sono persone "intolleranti" che non riescono a mangiare i formaggi freschi (latticini), ma mangiano gli stagionati.
La popolazione Vietnamita, ha un intolleranza del 90% verso il latte vaccino mentre le persone che vivono nel Caucaso, che si nutrono con il latte fermentato sin dalla nascita, sono diventati tolleranti al latte vaccino grazie ad una mutazione genetica ereditaria.
La mutazione del gene è avvenuta grazie allo stile di vita ed all'alimentazione che ha continuato a mandare segnali ed informazioni all'organismo.
Togliendo completamente dalla dieta dell'intollerante l'alimento, il gene non avrà il segnale per il cambiamento genetico e diverrà quiescente.
Cosa attiva o non attiva il nostro enzima?
Un segnale!(*)
Avete presente quando state parlando al cellulare e tutto ad un tratto non sentite più la persona dall'altro capo cosa dite? è caduto il segnale, non ho segnale, manca la frequenza!


In natura, l'evento fisico precede sempre l'evento chimico quindi , il nostro enzima,  svolge la sua funzione se è  attivato dalla frequenza specifica dell'alimento in caso contrario, non attivandosi, crea l'intolleranza, il sovraccarico, l'incompatibilità.
Ritornando ai nostri derivati del latte vaccino il segnale che emettono questi alimenti non è tutto uguale, ma sono segnali differenti che attivano gli enzimi specifici.
Questo vale per il latte vaccino e per i suoi derivati, ma vale anche per tutti gli alimenti che noi introduciamo nel nostro organismo..
Possiamo essere in sovraccarico di peperoni rossi e quindi avere difficoltà digestive, gonfiori, e ritenzione idrica ed avere la compatibilità al peperone giallo, perché la frequenza emessa del peperone giallo è compatibile con il nostro organismo, il segnale attiva l'enzima per la digestione del peperone giallo, ma non attiva la digestione del peperone rosso.
Se mangiamo però ,una peperonata con peperoni rossi e gialli, noi avremo i sintomi del sovraccarico.


Noi, siamo un insieme di frequenze.
Quello che noi vediamo del nostro corpo è l' illusione
ottica di questo insieme di frequenze.
Noi abbiamo la nostra frequenza personale che ci
fa fare le scelte nella vita.
Frequentiamo persone che sono "inrisonanza"  
ed evitiamo le persone che non sono in sintonia con la nostra persona.
Il nostro cervello emette frequenze, tutto il corpo emette
frequenze e queste sono la base della moderna diagnosi medica.

  Tutto è frequenza , Nicola Telsa diceva:

     " se vuoi scoprire i segreti dell'Universo pensa  in termini di energia, frequenza e vibrazione"

Questo concetto nella pratica medica è usato per la diagnosi, ma non per la cura.
La medicina ufficiale usa il farmaco, che ha un costo di produzione, da profitto, tralascia il rimedio vibrazionale perché quando lo andiamo ad analizzare  troviamo solo zucchero o acqua, non troviamo il principio attivo chimico.
Nell'acqua però Luc Montagner(**) con Alberto Tedeschi, Giuseppe Vitiello e Emilio Del Giudice, hanno scoperto che alcune sequenze di DNA, possono produrre segnali elettromagnetici a bassa distanza in soluzioni acquose ad alta diluizione.
Ti uccido
Grazie

Masaru Emoto ha dimostrato che i cristalli di ghiaccio che si formano, sottoponendo  l'acqua a frequenze di parole negative o positive, sono differenti





Per verificare se siamo o non siamo in sovraccarico o intolleranti o se un alimento è compatibile,  dobbiamo quindi  capire come il nostro corpo reagisce quando viene in contatto con la frequenza di un alimento.
Se ci si sottoponiamo ad un normale Test per le intolleranze alimentari, noi abbiamo il riscontro del mal funzionamento dell'enzima, ma l'enzima forse, funziona ancora, è il messaggio per l'attivazione che non è riconosciuto.
Oggi grazie al test M.B.T.P abbiamo la possibilità di capire se le frequenze degli alimenti sono o non sono compatibili con il nostro organismo o meglio con la nostra  frequenza personale.
Il Test M.B.T.P. rileva la frequenza personale o soglia personale da un campione organico che può essere saliva o capelli od unghie o sangue.
La soglia personale  e viene confrontata con oltre 500 alimenti sia Europei che Sud Americani.
Gli alimenti che superano questa soglia  sono tutti alimenti da considerarsi sovraccarichi o intolleranti. incompatibili, quindi "veleni" mentre quelli che sono al di sotto della soglia personale o meglio ancora  con segno negativo sono da considerarsi "farmaci".
Questo concetto di "segnale frequenziale" ci da una nuova visione al problema dei sovraccarichi e delle intolleranze alimentari.
Oltre a darci l'informazione sul singolo alimento, il Test  ci da un indicazione sulle categorie : aromi, carne, cereali ecc., proponendo quale è la miglior dieta da adottare per il nostro organismo: onnivora, vegetariana, vegana ecc. evitando di scegliere un alimentazione in base a mode o credenze, ma in base alla propria compatibilità.
Oltre agli alimenti il Test può consigliare quali sono i prodotti più indicati e specifici per risolvere le nostre problematiche quali Prodotti Frequenziali, Vibrazionali,  per rimodulare il segnale e ristabilire la propria tolleranza.
Un periodo di circa 2 - 3 mesi di  Dieta Enzimatica sarà utile per ristabilire il corretto funzionamento degli enzimi.

Mara Sol e Antonio Traverso
@DrTraverso

Il Test M.B.T. P. è disponibile on line 500 alimenti

versione Italiana  

versione Portoghese 

(*)Un segnale ! per ulteriori informazioni  vi consiglio di vedere  filmato su you tube  di Bruce Lipton
"La mente più potente dei geni"  che conferma quello che insegnavo 10 anni fa alla scuola di Naturopatia (Fisiobiocibernetica della      Nutrizione) di Padova e Bergamo

(**)Luc Montagner premio Nobel per la Medicina per aver scoperto il Virus del HIV







venerdì 17 giugno 2011

Dieta Enzimatica Vegetariana (V.E.D)

La “Dieta Vegetariana Enzimatica” ( V. E. D. ) è la risposta alle diete che usano il “Metodo Iperproteico” per far dimagrire in breve tempo e con poca fatica.


Nel libro scritto in collaborazione con la Dr.ssa Claudia Luoni “ Alimentazione e Superstizione” abbiamo definito “la dieta del Dr. Atkins” la peggior dieta in circolazione.
Oggi vengono riproposte diete dimagranti o “ Diete low carb ” quasi tutte riconducibile alla dieta del Dr. Atkins, il principio dell’alimentazione iperproteica è stato recuperato da numerosi autori e professionisti che hanno sostituito il nome ed apportando piccoli cambiamenti per personalizzarle.
Gli alimenti assunti sono quasi sempre ripetitivi, sono stati introdotti alimenti liofilizzati, beveroni ed integratori tutti iperproteici, aumentando i costi e penalizzando il piacere della buona cucina.
Gli autori, i professionisti e le industrie di prodotti dimagranti sfruttano il principio della chetosi per ottenere il dimagrimento con risultati all’inizio eclatanti, perdita di peso anche di 10 – 15 kg. in un mese, ma con gravi rischi per la salute.
Le diete iperproteiche eliminano frutta, verdura e fibre, limitano l’attività sportiva per mancanza di glicogeno e compromettono la vita di relazione a causa del cattivo odore emesso dalla persona che le praticano.
Queste diete possono provocare gravi danni renali, per l’eliminazione dell’azoto contenuto nelle proteine, cardiologici e digestivi per l’aumento dei grassi contenuti nei cibi.
Essendo un alimentazione squilibrata il recupero è quasi sempre immediato perché non hanno una fase di consolidamento e di mantenimento.



Il “vegetariano” non può seguire questa metodologia perché lo specialista si rifiuta di seguirlo.
La V. E. D. ( Dieta Enzimatica Vegetariana) è una dieta che usa alimenti quali frutta, verdura, 3cereali, legumi, le proteine del pesce, delle uova e i derivati del latte sfruttando il potere enzimatico di questi alimenti.
Anche con questo metodo si può perdere peso molto velocemente, la “ Dieta Enzimatica Vegetariana ” non ha controindicazioni, per la persona sana, è una nutrizione completa che non esclude nessun principio nutritivo, non è a calorie e pertanto non vi è l’obbligo di pesare gli alimenti.
Sottoporsi al metodo V. E. D. vuol dire essere seguiti costantemente e giornalmente dal nutrizionista, che controlla il peso corporeo e la combinazione alimentare più appropriata modificandola in caso di bisogno, per raggiungere l’obbiettivo prefissato e il suo mantenimento.
I menù sono personali, non sono cedibili ad altre persone, inoltre si usano gli alimenti consigliati per il proprio Gruppo Sanguigno e vengono esclusi gli alimenti che possono provocare allergie e intolleranze o non sono graditi alla persona che si sottopone a questa metodologia.
La “Dieta Enzimatica Vegetariana” sfrutta le ricette della Cucina Mediterranea, insegna il migliore metodo di cottura, per non pregiudicare l’attività enzimatica degli alimenti.
Vengono riproposti i sapori e viene consigliato miglior orario d’assunzione dell’alimento.
I cibi sono tutti di origine naturale, possibilmente biologici, non vengono usati alimenti liofilizzati o contenenti conservati ed additivi .