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mercoledì 5 agosto 2015

Preparazione latte di cocco artigianale

Preparare il latte di cocco in casa non è difficile.


Il latte di cocco è nutriente, molto gustoso, versatile non contiene lattosio.
Può essere utilizzato per preparare alimenti senza lattosio o consumato dalle persone che non amano il gusto del latte vaccino.
Si possono preparare deliziose specialità: dolci o salate o gelati.
L'olio o burro di cocco contenente l'acido laurico che alza il colesterolo buono HDL ed ha proprietà anti-infiammatorie
Rispetto al butirrato, acido laurico ha messo in evidenza preferenziali proprietà anti neoplastiche, incluso l'induzione dell'apoptosi in una linea cellulare CRC* 
L'olio di cocco (o burro di cocco o Copra) contiene circa il 50% di acido laurico e riesce ad uccidere il 93% delle cellule tumorali del colon umano dopo 48 ore di trattamento**.
Il latte di cocco non contiene colesterolo, apporta 16 mg di calcio per 100 g
Ricco in potassio 230 mg e povero di sodio 14 mg.
Contiene 2.2 g di proteine
Le calorie apportate per 100 g sono 230.
Indice glicemico è 40

Latte di cocco 


Preparazione

Acquistate un cocco con la corteccia marrone, quello fresco ha la buccia verde, fate attenzione che contenga ancora del'acqua assicuratevi scuotendolo.
Per togliere la corteccia ci sono 2 metodi
Mettete la noce su fuoco per 1 minuto, caldo dopo di che lo mettete in un panno e lo sbattete con forza contro una superficie, la buccia si separerà  dalla polpa.
Oppure rompetelo e tagliatelo a pezzi, tenendo l'acqua di cocco in un recipiente.
In questo caso separerete la corteccia dalla polpa mettendo pezzo per pezzo sul fuoco per meno di 1 minuto, poi con un coltello smussato la toglierete facilmente.

Ingredienti:
1 tazza di cocco  grattugiato
1.5 tazza di acqua  o di acqua di cocco calda

Frullare, entrambi gli ingredienti.
Filtrare con un colino foderato con un panno di cotone sottile o una garza
Potete aggiungere miele o melassa o Stevia  ed aromatizzarlo con vaniglia o cacao.
Conservazione  in frigorifero per 2 - 3  giorni.

*   fonte http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2435628
** fonte http://www.yourfoodcorner.com/2015/01/see-coconut-oil-kills-colon-cancer/

lunedì 13 ottobre 2014

Intolleranza al lattosio, epigenetica, memoria inconscia.

L'intolleranza o mal digestione al lattosio è l'intolleranza più diffusa.
La maggior parte degli intolleranti vivono questa situazione come malattia, ma non sanno che chi è intollerante al latte è "normale", sono i "tolleranti" al latte gli anormali.
La modificazione delle abitudini alimentari ha fatto si che le persone che non digeriscono il latte, vengano considerate malate e le persone tolleranti siano sane.
Il latte è un alimento che non dovrebbe essere assunto dopo lo svezzamento.
Tutti i mammiferi, compresa la vacca, pecora, capra non assumono più il latte, solo l'uomo ha modificato le sue abitudini, ha continuato a bere il latte e a cibarsi dei suoi derivati anche in età adulta.
Il contenuto di lattosio in 100 ml è nella donna di 7 g, nella mucca 4.6 g, nella capra 4.4 g, nella renna 2.4 g.
Il latte del leone marino, non contiene  lattosio.
Lo zucchero del latte viene digerito grazie all'enzima Lattasi - Fluorizina - Idrolasi -LPH gene che ha sede nei microvilli del piccolo intestino.
Questo enzima scinde il lattosio in galattosio e glucosio.




La durata dell’enzima lattasi è regolata dai “geni.
Il gene si può modificare naturalmente senza cambiare il codice del DNA o per effetto di processi artificiali o ambientali o nutrizionali.
Queste modifiche portano alla mutazione del gene, uno degli esempi classici è il gene agouti  che con alimenti  specifici ha cambiato il colore del pelo del topo. 
Possiamo quindi modificare il fenotipo di un individuo, modificare le sue progenie e controllare l’invecchiamento, tutto questo grazie all'epigenetica della nutrizione.
Se confrontiamo le varie popolazioni ci accorgiamo che il Vietnamita ha un deficit di lattasi del 100% , in Sud Italia abbiamo un deficit del 72% , nella popolazione austriaca 20%, sino ad arrivare ai Nord Europei al 7% .
Questi dati ci fanno capire che assumendo il latte le popolazioni diventino tolleranti.
Peter D'Adamo, nella Dieta dei Gruppi Sanguigni, riscontra che, le "lectine" presenti nel latte, sono nocive per tutti i Gruppi Sanguigni, 
Il Gruppo B, proveniente dal Himalaya, dedito alla pastorizia, alimentandosi di latte è l'unico che può assumerlo.
Con l'ingegneria della nutrizione e la biotecnologia delle fermentazioni, trasformando il latte in yogurt, kefir e formaggi, si sono create linee genetiche tolleranti con il passaggio da Lattofobia a Lattofilia grazie ai batteri Lactobacillo Acidofilo e Streptococco Termofilo.
L'intolleranza al latte quindi, non deve essere affrontata con un alimentazione d'esclusione del latte, o dei latticini e formaggi, ma deve avere un integrazione graduale di fermenti, che vanno a riattivare l'enzima bloccato, se si usano latte, latticini, e formaggi senza  lattosio, non si ha l'evoluzione epigenetica.
Oltre messaggio frequenziale bloccato che si sviluppa dopo la nascita, l'inibizione dell'enzima  può essere dovuta anche ad un emozione che risiede memoria inconscia Theta.
La memoria Theta si sviluppa tra i 2 e i 6 anni.
L'intollerante può aver associato il latte a situazioni vissute in famiglia con i genitori o con i fratelli, filmati visti alla televisione o ad alimenti che hanno provocato un intossicazione alimentare.
La mente inconscia disattiva così l'enzima preposto alla scissione e una minima associazione o rappresentazione grafica o informazione come ad esempio: "contiene  0,01  di lattosio",  può provocare i sintomi dell'intolleranza.



Per ulteriori informazioni scrivere a antonio@gruppoiga.com
Ulteriore approfondimento
Oggi l'intolleranza al lattosio si determina con il test genetico
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=216705549257&id=47398775806

Mara Sol e Antonio G. Traverso
@DrTraverso


Copyright 2014 Questo post è parte integrante del libro" La Dieta Enzimatica" è vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso degli autori.